Continuiamo ad approfondire la nostra storia in questa terza sessione dando uno sguardo più da vicino alle prime spedizioni delle PMN.
- Comboni è nominato vescovo dell’Africa Centrale.
- Si fanno le prime professioni.
- Prima spedizione in Africa delle PMN.

COMBONI VESCOVO
Comboni fu nominato vescovo il 2 luglio 1877 e il 12 dicembre dello stesso anno ripartì con una nuova spedizione missionaria, accompagnato per la prima volta dalle sue suore. Erano cinque suore missionarie comboniane: Maria Caspi, Giuseppa Scandola, Concetta Corsi, Vittoria Paganini e Teresa Grigolini. Due anni dopo organizzò due nuove spedizioni missionarie, sempre con personale femminile del suo Istituto. In pochissimi anni c’erano già 15 Suore Missionarie Comboniane che lavoravano con Comboni sia al Cairo che in Sudan.
Le Suore di San Giuseppe dell’Apparizione si ritirarono dopo 12 anni di servizio e la missione fu lasciata nelle mani di giovani suore missionarie che dovevano scoprire da sole come vivere la missione e la vita religiosa in questo nuovo contesto.
Lettura
Leggi pure AMN 20, p. 90-102
Seconda Partenza
“Implorate delle ferventi preghiere per questo nascente Istituto veronese, che è destinato a creare nell’Africa Centrale tutte le opere femminili di apostolato cattolico, di cui abbonda la Cattolica Europa: le cose deboli del mondo elesse Dio per confondere le forti… come dice l’Apostolo (S. 5752)
Questo episodio lo trovi in AMN, 20 pp. 111-121)
Addio a Comboni (1881)
Il nostro fondatore ha sentito in sé la compassione che Gesù ha provato quando ha visto le folle come pecore senza pastore. Gesù, mosso da compassione, ha offerto la sua parola, ha guarito i malati, ha dato il pane da mangiare, ha dato la sua stessa vita, così i fondatori si sono messi al servizio dell’umanità ovunque lo Spirito li ha mandati, e nei modi più diversi: come intercessione, predicadori del Vangelo, catechesti, educadori, servizio dei poveri e malati…. L’immaginazione della carità non ha conosciuto limiti e ha saputo aprire innumerevoli strade per portare il soffio del Vangelo alle culture e agli ambiti più diversi della società.
(Lettera Apostolica VC, 2014)
Momento Meditativo
Africa mia!
Ti nomino all’infinito e ogni volta un sentimento nuovo mi sorprende.
Africa, con te esulto e gioisco, con te piango e soffro, con te spero e spero che il miracolo accada e che tu veramente possa risorgere. (di Sr. Elisa Kidané)

Fedeltà alla missione che ci è stata affidata. I nostri ministeri, le nostre opere, le nostre presenze, corrispondono a ciò che lo Spirito ha chiesto ai nostri fondatori. Sono adeguate le loro esperienze ad affrontare lo stesso scopo nella società e nella Chiesa, oggi? C’è qualcosa che dobbiamo cambiare? Abbiamo la stessa passione per la nostra gente, siamo vicini a loro al punto di condividere i loro dolori e le loro gioie, e di capire veramente i loro bisogni e di poter offrire il nostro contributo per rispondere ad essi? La stessa generosità e la stessa abnegazione che hanno ispirato i fondatori”, diceva San Giovanni Paolo II, “dovrebbero muovere voi, loro figli spirituali, a mantenere vivi i loro carismi che, con la stessa forza dello Spirito che li ha generati, continuano ad arricchirsi e ad adattarsi, senza perdere il loro carattere genuino, per mettersi al servizio della Chiesa e portare a compimento l’instaurazione del suo Regno”. (cfr. Lettera Apostolica Le vie del Vangelo, ai religiosi e alle religiose dell’America Latina in occasione del V Centenario dell’Evangelizzazione del Nuovo Mondo (29 giugno 1990), 26).
Condivisione in gruppo
Gli inizi del primo Istituto femminili italiano missionario parlano non solo di “gloria” ma soprattutto di una visione. Parla di donne innamorate del Vangelo che preparano il futuro creando spazi per gli altri, per continuare ad agire e incarnare il desiderio di Dio attraverso l’impegno. Qual è il tuo desiderio e il tuo impegno nel presente? Condividi con due paragrafi di due o tre frasi al massimo.
